Quali materiali si usano nelle shopper biodegradabili e quali sono i loro vantaggi ecologici?
Le shopper biodegradabili e compostabili sono realizzate con biopolimeri di origine vegetale e rinnovabile, in alternativa alle plastiche tradizionali da fonte fossile. Il materiale più diffuso è il Mater-Bi, biopolimero derivato dall'amido di mais, spesso affiancato da PLA (acido polilattico) e PBAT, miscelati per unire compostabilità e resistenza meccanica. Il principale vantaggio ecologico è la conformità alla norma UNI EN 13432: questi materiali si degradano in compost senza lasciare microplastiche persistenti, riducendo la dipendenza dalle risorse fossili e valorizzando la raccolta differenziata dell'umido.
Materiali impiegati
- Mater-Bi: biopolimero a base di amido di mais, biodegradabile e compostabile, è il materiale di riferimento per shopper e sacchetti per l'umido grazie al buon equilibrio tra sostenibilità e resistenza.
- PLA (acido polilattico): derivato da fonti vegetali come mais e canna da zucchero, compostabile in impianti industriali.
- PBAT e blend: spesso combinati con amido e PLA per migliorare flessibilità, saldabilità e resistenza alla lacerazione.
- Cellulosa e altri materiali di origine organica: impiegati in formulazioni specifiche per ottenere la piena compostabilità.
Vantaggi ecologici
- Compostabilità certificata UNI EN 13432: il materiale si degrada almeno del 90% in sei mesi in ambienti ricchi di anidride carbonica e, a contatto con materiale organico per tre mesi, si frammenta per il 90% in pezzi inferiori a 2 mm.
- Ritorno al suolo come compost: la biodegradazione converte il materiale in CO2, acqua e biomassa, senza generare microplastiche persistenti nell'ambiente.
- Materia prima rinnovabile: l'origine vegetale riduce la dipendenza dalle risorse fossili rispetto alle plastiche convenzionali.
- Supporto alla raccolta differenziata: sono lo strumento ideale per la raccolta della frazione organica, ambito in cui l'uso di sacchetti compostabili è richiesto dalla normativa.
- Bassa concentrazione di metalli pesanti: i materiali conformi non interferiscono negativamente con il processo di compostaggio.
Biodegradabile o compostabile: la differenza
I due termini non sono sinonimi e la distinzione è essenziale per non incorrere in greenwashing. Biodegradabile indica un materiale che viene riassorbito dall'ambiente in un numero di anni definito; compostabile indica un materiale che si riassorbe in tempi molto più rapidi e specifici, tipicamente entro tre mesi a contatto diretto con materiale organico. Tutte le shopper compostabili sono biodegradabili, ma non vale il contrario.
Limiti da considerare
- Compostaggio industriale: gran parte di questi materiali richiede impianti di compostaggio dedicati per degradarsi nei tempi previsti, non il semplice abbandono nell'ambiente.
- Destinazione di smaltimento corretta: vanno conferiti nella raccolta dell'organico, non in quella della plastica, per non comprometterne il recupero.
- Prestazioni e costo: a parità di funzione possono avere caratteristiche meccaniche e costo diversi rispetto al polietilene, da valutare in base all'applicazione.
L'approccio Plastisac
Plastisac produce shopper e sacchetti compostabili conformi alla norma UNI EN 13432, personalizzabili in formati, spessori e stampa, destinati alla raccolta dell'umido e a tutte le applicazioni che richiedono prodotti smaltibili nell'ambiente in modo sicuro. Questa linea si inserisce nella più ampia visione di sostenibilità ambientale, sociale ed economica di Plastisac Green.
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