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Plastic Tax in Italia: cosa devono sapere produttori e utilizzatori di imballaggi nel 2026 e 2027

Dopo otto rinvii in sei anni, la Plastic Tax italiana è oggi programmata per entrare in vigore il 1° gennaio 2027. L'imposta, pari a 0,45 € per chilogrammo sui MACSI (Manufatti in plastica monouso), modificherà strutturalmente il costo industriale degli imballaggi flessibili. Per produttori, importatori e utilizzatori finali, il 2026 è l'anno cruciale per comprendere il perimetro della norma e attivare strategie di mitigazione. Il punto più strategico è uno: la plastica riciclata e i materiali compostabili sono esenti.

Cos’è la Plastic Tax e perché è stata introdotta

La Plastic Tax è stata istituita dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019, art. 1 commi 634 e seguenti) con l'obiettivo dichiarato di ridurre la produzione e il consumo di plastica monouso e incentivare la transizione verso materiali riciclati o alternative compostabili. Si inserisce nel quadro più ampio della Plastic Levy europea, contributo che ogni Stato membro versa all'Unione sulla base della plastica non riciclata immessa al consumo.

Dal 2020 a oggi l'entrata in vigore è stata rinviata otto volte per ragioni macroeconomiche e per pressione del comparto industriale. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il rinvio al 1° gennaio 2027, considerato oggi il termine più consolidato dell'intero percorso normativo.

I MACSI: quali imballaggi rientrano nell'imposta

L'imposta si applica ai MACSI, definiti come manufatti con funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o prodotti alimentari, costituiti anche parzialmente da materie plastiche, non progettati per usi multipli.
Rientrano tra i MACSI:

  • Sacchetti, buste e bobine in plastica per uso commerciale e industriale
  • Film e pellicole monouso per imballaggio
  • Contenitori, vaschette ed etichette in plastica
  • Tappi, capsule e dispositivi di chiusura
  • Preforme per la produzione di bottiglie

Sono esclusi i prodotti destinati al riutilizzo, i compostabili certificati EN 13432, gli imballaggi farmaceutici e i dispositivi medici. Una panoramica delle tipologie di imballaggi flessibili e delle loro applicazioni è disponibile nella gamma prodotti food e nella gamma prodotti no-food.

Le esenzioni: il punto strategico per la filiera

Il legislatore ha previsto tre famiglie di esenzioni che diventano una leva competitiva concreta:

  • Plastica riciclata. I MACSI ottenuti da materiale riciclato (in tutto o per la quota di riciclato presente) sono esenti dall'imposta. È la categoria con maggiore impatto per il settore degli imballaggi flessibili, dove l'utilizzo di polietilene post consumo è tecnicamente maturo e già impiegato su larga scala. Approfondimenti sul materiale sono illustrati nella pagina dedicata al PE post consumo Plastisac.
  • Materiali compostabili. I MACSI realizzati in materie biodegradabili e compostabili conformi alla norma EN 13432 sono anch'essi esenti.
  • Esportazioni e usi specifici. I prodotti destinati a essere esportati fuori dall'Unione Europea e gli imballaggi per dispositivi medici e farmaceutici sono esclusi dal perimetro impositivo.

Come si calcola e chi paga la Plastic Tax

L'aliquota è fissata a 0,45 € per ogni chilogrammo di materia plastica vergine contenuta nel MACSI. La base imponibile è il peso netto della componente plastica non riciclata.
I soggetti obbligati sono:

  • Il produttore italiano del MACSI, per i manufatti realizzati in Italia
  • L'importatore o l'acquirente intracomunitario, per i prodotti che entrano nel mercato nazionale
  • Il committente che ordina la produzione, in alcuni casi specifici

Il versamento è previsto su base trimestrale, con dichiarazione telematica all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per una filiera media di sacchetti in polietilene, l'impatto stimato è nell'ordine di 0,03 0,08 € per ogni sacchetto prodotto con plastica vergine, una quota significativa rispetto al margine industriale.

L'impatto economico e le strategie di mitigazione

L'impatto sulla filiera dipende dal mix di materie prime utilizzato. Una produzione basata interamente su polietilene vergine subirà l'incremento di costo pieno. Una produzione con quote significative di polietilene riciclato post consumo otterrà una riduzione proporzionale dell'imposta dovuta, fino all'esenzione totale per i prodotti realizzati al 100% con materiale riciclato.
Le strategie di mitigazione disponibili oggi sono quattro:

  • Riprogettare gli imballaggi con materiale riciclato: È la leva più efficace e tecnicamente accessibile per la categoria del polietilene.
  • Ridurre lo spessore e ottimizzare i pesi: Una riduzione del 15 20% dello spessore, dove tecnicamente possibile, abbatte la base imponibile.
  • Scegliere fornitori certificati: La tracciabilità del contenuto riciclato deve essere documentata per beneficiare dell'esenzione. Lo standard di riferimento è BRCGS Packaging Materials, di cui Plastisac è certificata: i dettagli sono nella pagina certificazione BRCGS Plastisac.
  • Valutare il monomateriale riciclabile: L'adozione di strutture monomateriale facilita il recupero a fine vita e abilita una filiera circolare stabile.
  • Valutare il monomateriale riciclabile: L'adozione di strutture monomateriale facilita il recupero a fine vita e abilita una filiera circolare stabile.

La risposta Plastisac: filiera circolare e PE post consumo

Plastisac produce imballaggi flessibili in polietilene utilizzando quote rilevanti di polietilene riciclato post consumo, con tracciabilità documentata di filiera. L'impegno aziendale verso un modello produttivo circolare è descritto nella sezione Plastisac Green. Per un'analisi degli impatti normativi e ambientali della filiera plastica è disponibile l'approfondimento sulla direttiva SUP e plastica monouso.

Domande frequenti

Quando entra in vigore la Plastic Tax in Italia?

Il 1° gennaio 2027, secondo l'ultimo rinvio confermato dalla Legge di Bilancio 2026.

I sacchetti in PE riciclato sono soggetti a Plastic Tax?

No, la quota di materiale riciclato è esente dall'imposta. Un sacchetto realizzato al 100% in polietilene post consumo non paga la Plastic Tax.

Quanto si paga di Plastic Tax al chilogrammo?

L'aliquota è di 0,45 € per ogni chilogrammo di plastica vergine contenuta nel MACSI.

Chi è il soggetto passivo dell'imposta?

Il produttore italiano, l'importatore o l'acquirente intracomunitario del MACSI immesso al consumo in Italia.

L'imposta è dovuta anche su prodotti esportati?

No, i MACSI destinati all'esportazione fuori dall'Unione Europea sono esclusi dal perimetro impositivo. Per una valutazione personalizzata della filiera in vista del 2027, contatta Plastisac.

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