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22 febbraio 2022

Ciclo di vita della plastica: come funziona?

Dalla produzione della materia prima alla trasformazione, dall’utilizzo al riciclo: tutto quello che c’è da sapere sul ciclo di vita della plastica

La plastica è uno dei materiali più utilizzati, resistenti e longevi. Grazie alle sue particolari caratteristiche e proprietà, come leggerezza, versatilità e resistenza, ma anche all'alto livello di igiene assicurato e alla compatibilità con gli alimenti, può essere impiegata in tantissimi settori industriali: dagli imballaggi all’edilizia, dal settore dei trasporti all’elettronica, dalla cosmesi al settore alimentare. 

Il ciclo di vita della plastica è piuttosto lungo. Questo materiale, infatti, è quasi indistruttibile: non è biodegradabile, non si scioglie e può essere difficilmente eroso dagli agenti atmosferici. Grazie ad appositi impianti può essere però riciclato e utilizzato per dare vita a nuovi oggetti, sempre resistenti e riutilizzabili sotto varie forme, oppure impiegato come fonte di energia alternativa. 

Ma quali sono, nello specifico, le diverse fasi del ciclo di vita della plastica, dalla materia prima fino al suo smaltimento? E come può essere smaltita o riciclata in modo da ridurre l’impatto sull’ambiente?

Dalla materia prima al prodotto finito: tipologie di materie plastiche

Ogni plastica presenta caratteristiche specifiche, che la rendono più o meno adatta a particolari utilizzi e applicazioni. Con materie plastiche si intendono, in genere, diverse tipologie di materiali sintetici o semi-sintetici ricavati da combustibili fossili (petrolio, greggio, gas). Si tratta di materiali macromolecolari realizzati in laboratorio, composti da polimeri di varia lunghezza, cui vengono aggiunte quantità variabili di altri elementi (come carbone, cellulosa o gas naturali) per dare loro specifiche caratteristiche. 

Le plastiche possono essere suddivise in due macrogruppi. A seconda delle diverse reazioni provocate dal contatto con il calore possiamo distinguere: 

  • termoplastiche, cioè materie plastiche che, se riscaldate, si fondono e possono essere facilmente ammorbidite, modellate e indurite una volta raffreddate. Le loro caratteristiche sono reversibili, quindi possono essere sottoposte a questi processi in modo ripetuto (potenzialmente all’infinito). A questa famiglia appartengono tutte le tipologie di plastica più diffuse e utilizzate come, ad esempio, il polietilene (PE), il polipropilene (PP), il polietilentereftalato (PET), il polistirene (PS), il polivinilcloruro (PVC), il policarbonato (PC) e il poliammide (PA); 
  • plastiche termoindurenti che sottoposte ad alte temperature subiscono un cambiamento chimico e una volta riscaldate, formate e indurite, non possono essere più fuse e rimodellate. Non è possibile, quindi, riciclarle o trasformarle nei loro componenti originali. Appartengono a questo gruppo polimeri come il poliuretano (PUR), resine poliestere insature (UP), resine epossidiche e fenoliche.  

Materie plastiche per la produzione di imballaggi

La plastica è uno dei materiali più utilizzati per la produzione di svariate tipologie di imballaggi e per conservare, trasportare e conservare alimenti e bevande in modo igienico e sicuro. L’impiego di materie plastiche, infatti, permette di prolungare la durata di conservazione e di proteggere in modo efficace i prodotti, anche quelli più delicati, evitando possibili danni durante il trasporto. In genere la plastica viene utilizzata per la produzione di tre tipologie di packaging: 

  • imballaggi che entrano direttamente a contatto con il prodotto (primari), come bottiglie e barattoli, ma anche film in bobina, sacchetti e buste e fogli in polietilene utilizzati all’interno dei processi produttivi di industrie del settore alimentare. In questo caso gli imballaggi proteggono i prodotti contenuti al loro interno e, impattando notevolmente sulla qualità e sulla conservazione di cibi e bevande, devono possedere la certificazione per l’idoneità al contatto alimentare (tutti i prodotti per il settore food proposti da Plastisac possiedono la certificazione UNI EN 15593:2008 che riguarda la gestione dell’igiene nella produzione di Materiali e Oggetti destinati a venire a Contatto con i prodotti Alimentari - MOCA); 
  • imballaggi di vendita (o secondari), che non sono a diretto contatto con il contenuto e hanno principalmente scopi informativi, promozionali o finalizzati al trasporto dei prodotti;
  • imballaggi terziari utilizzati all’interno della catena di distribuzione con lo scopo di facilitare il trasporto o la manipolazione di prodotti o imballaggi multipli, proteggendoli da possibili urti, danni o manomissioni durante le operazioni di spostamento o trasporto. Rientrano in questa tipologia film estensibili, fogli, sacchi e bobine in polipropilene o polietilene espanso utili per l'imballaggio di diversi prodotti o materiali. 

Utilizzo e smaltimento della plastica: come incide sull’ambiente?

Il ciclo di vita della plastica può variare a seconda della tipologia di composizione e di prodotti finiti. In linea di massima, però, è possibile tracciare alcune tappe e passaggi obbligati che accomunano tutte le plastiche. Una volta utilizzate e giunte alla fine del loro percorso di vita, possono essere smaltite oppure avviate al riciclo. Non essendo biodegradabili, lo smaltimento in discariche (o peggio, direttamente nell’ambiente, in fiumi e oceani) può avere effetti disastrosi, provocando un accumulo di rifiuti e sostanze inquinanti difficili da smaltire e pericolose per gli ecosistemi terrestri e marini.

La possibilità di riciclare prodotti e imballaggi in plastica dipende anche dal grado di consapevolezza e impegno del consumatore finale: dividere i rifiuti in base al materiale di cui sono composti è il primo passo per poter avviare un corretto processo di riciclo. 

La plastica può essere riciclata attraverso diversi procedimenti, che permettono di dare vita a nuovi prodotti, ma anche di produrre energia, calore o elettricità: 

  • attraverso il riciclo meccanico la plastica viene ridotta a scaglie e granuli per essere poi reimmessa in impianti di stampaggio ed essere trasformata in nuovi prodotti; 
  • la termovalorizzazione permette di ricavare dalle materie plastiche dei combustibili alternativi, che possono essere impiegati per la produzione di energia termoelettrica o all’interno di vari processi industriali. 

Il contributo di Plastisac: riciclo della plastica per un futuro più green

Plastisac è da sempre attenta alle tematiche relative al riciclo e alla sostenibilità ambientale. Per ridurre l’impatto sull'ambiente e garantire una maggiore sostenibilità dei processi produttivi, si impegna costantemente nella ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per la realizzazione di prodotti in polietilene dal basso impatto ambientale, garantendone l’assoluta qualità e tracciabilità

Non solo. È stata una delle prime aziende del settore a dimostrarsi attenta alla riduzione della carbon footprint dei sacchetti in plastica per la raccolta dei rifiuti (rif. ISO/TS 14067:2013) e ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14067:2018 - CFP SYSTEMATIC APPROACH, che permette di validare il sistema di gestione per il calcolo della Carbon Footprint di prodotto, cioè l'analisi dell’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni prodotto realizzato. 

L’azienda promuove anche lo sviluppo di filiere virtuose nella gestione dei rifiuti per il riutilizzo delle materie plastiche nella produzione di nuovi imballaggi e sta sviluppando con alcuni clienti un progetto di produzione di imballaggi green, 100% ecosostenibili, realizzati con materia prima riciclata post-consumo. Questa tipologia di packaging (pur risultando leggermente più opaca e non perfettamente trasparente) mantiene le stesse proprietà tecniche della materia prima vergine, contribuendo a ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. 

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