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30 maggio 2024

Regolamento imballaggi UE: tutto quello che c'è da sapere

Che cosa prevede e quando entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi

Il Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (Packaging and Packaging Waste Regulation) recentemente approvato dal Parlamento Europeo rappresenta un pilastro fondamentale nel panorama normativo comunitario, delineando le direttive e le disposizioni che riguardano l'imballaggio dei prodotti all'interno dei confini dell'UE. Tramite specifiche normative e requisiti, il Regolamento disciplina infatti ogni aspetto degli imballaggi, dalle materie prime utilizzate per la produzione, fino alla marcatura e alla segnalazione dei rischi. Il suo obiettivo è quello di armonizzare le normative degli Stati membri, creando un quadro normativo uniforme che riduca gli ostacoli al commercio tra i Paesi e assicuri un livello adeguato di sicurezza per l'ambiente e la salute dei consumatori. 

Il Regolamento punta inoltre a promuovere l'innovazione e lo sviluppo sostenibile nel settore degli imballaggi, incoraggiando l'adozione di soluzioni più eco-compatibili e la riduzione del consumo di risorse non rinnovabili. In questo contesto, rappresenta non solo una cornice normativa, ma anche un passo importante verso il cambiamento e l’adozione di pratiche più responsabili e sostenibili per l’ambiente.


Vediamo insieme che cosa prevede, nello specifico, il Regolamento sugli imballaggi UE, quando entrerà in vigore e cosa cambierà per aziende e consumatori.

Che cosa prevede il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi

Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi andrà a sostituire la Direttiva 94/62/CE (in vigore dal 1994) e le successive modifiche introdotte dalla direttiva 852/2018, che miravano già ad uniformare le normative relative alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e a favorire il loro riutilizzo e riciclo, ma che si sono rivelate poi insufficienti nel contenere la crescita dei rifiuti da imballaggio. La Commissione ha scelto di adottare lo strumento giuridico di un nuovo regolamento basandosi sull'articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, al fine di armonizzare le legislazioni nazionali in materia di gestione dei rifiuti e prevenire possibili divergenze tra gli Stati membri. 


Uno degli obiettivi principali del nuovo regolamento è la riduzione dei rifiuti da imballaggio. In particolare, la direttiva prevede una diminuzione del 5% degli imballaggi prodotti entro il 2030 rispetto al 2018, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040. Queste linee guida rappresentano una novità, introducendo per la prima volta nella legislazione europea degli obiettivi di prevenzione della produzione di rifiuti, anziché solo obiettivi di avvio al riciclo. Secondo le stime della Commissione, questa traiettoria, se rispettata, porterà a una riduzione complessiva del 19% in media dei rifiuti di imballaggi nell'UE entro il 2030, del 20% entro il 2035 e del 37% entro il 2040. 

Le principali direttive del nuovo Regolamento sugli imballaggi

Il nuovo Regolamento sugli imballaggi prevede una serie di direttive chiave volte a ridurre significativamente i rifiuti da imballaggio e promuovere pratiche più sostenibili nel settore. Tra queste troviamo: 

  • riduzione del peso e della quantità di materiali utilizzati negli imballaggi, come plastica, vetro, carta e alluminio. L'obiettivo è quello di incentivare l'adozione di imballaggi più leggeri ed eliminare i materiali superflui, contribuendo così a ridurre l'impatto ambientale; 
  • riuso degli imballaggi: il Regolamento impone l'aumento della percentuale di imballaggi riutilizzabili su una varietà di prodotti (tra cui grandi elettrodomestici, bevande da asporto, contenitori take away e scatole per trasporti) con lo scopo di  ridurre la dipendenza dagli imballaggi monouso e favorire un utilizzo più consapevole delle risorse; 
  • riciclo dei materiali: una delle direttive fondamentali del Regolamento è l’aumento del riciclo dei materiali utilizzati negli imballaggi. Entro il 2030 si prevede il raggiungimento di livelli minimi di materiale riciclato: il 30% per gli imballaggi in plastica sensibili al contatto in PET, il 10% per gli imballaggi in plastica diversi dal PET, il 30% per le bottiglie di plastica monouso per bevande e il 35% per tutti gli altri imballaggi in plastica; 
  • standardizzazione della progettazione degli imballaggi e chiarezza dell'etichettatura: il Regolamento prevede la standardizzazione della progettazione degli imballaggi e l'adozione di un'etichettatura più chiara e universale. Gli stessi simboli saranno utilizzati in tutta l'Unione Europea, semplificando così il processo di identificazione e smaltimento corretto degli imballaggi; 
  • eliminazione di alcuni tipi di imballaggio monouso, come quelli per alimenti e bevande consumati all'interno di ristoranti e caffè, e flaconi di shampoo e lozioni in miniatura negli hotel. Questa misura mira a eliminare l'utilizzo di imballaggi monouso superflui e a promuovere pratiche più sostenibili nel settore.

Quando entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi?

Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi è stato approvato dal Parlamento Europeo ad aprile 2024. Tuttavia, prima che possa entrare pienamente in vigore in tutti i Paesi UE e avere un impatto concreto sul settore, dovrà essere accolto anche dal Consiglio dei Ministri. Una volta approvato in modo definitivo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE, gli Stati membri avranno un periodo di tempo definito per adattare le proprie legislazioni nazionali al nuovo regolamento e metterlo in pratica sul territorio.


In generale il Regolamento stabilisce obiettivi di riduzione degli imballaggi entro il 2030, il 2035 e il 2040 (rispettivamente del 5%, 10% e 15%) e prevede il divieto di utilizzo di alcuni tipi di imballaggi monouso in plastica a partire dal 1° gennaio 2030


La tempistica esatta per l'entrata in vigore delle normative dipenderà però da vari fattori, tra cui la durata del processo di ratifica da parte dei diversi Stati membri e la necessità di fornire alle aziende un adeguato periodo di transizione per conformarsi alle nuove normative. Quando il Regolamento entrerà pienamente in vigore avrà un impatto significativo sulle pratiche di produzione, distribuzione e smaltimento degli imballaggi in tutta l'Unione Europea, contribuendo a promuovere una gestione più sostenibile dei rifiuti e a ridurre l'impatto ambientale del settore.

L’impegno di Plastisac per il riciclo e la riduzione dei rifiuti di imballaggi in plastica

Plastisac si impegna attivamente nel promuovere il riciclo e la riduzione dei rifiuti di imballaggi in plastica attraverso una serie di iniziative e politiche aziendali, adottando approcci innovativi e sostenibili lungo l'intera catena produttiva, dalla progettazione degli imballaggi fino alla loro produzione, distribuzione e smaltimento. Tra le principali iniziative di Plastisac c’è la promozione del riciclo degli imballaggi in plastica attraverso la collaborazione con sistemi di raccolta e riciclo, il supporto alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di imballaggi sostenibili, realizzati con polietilene riciclato post consumo, e la sensibilizzazione sull'importanza di un corretto smaltimento degli imballaggi. 


Da anni l’azienda raccoglie tutti gli scarti di lavorazione, che vengono poi rigenerati per ottenere nuova materia prima. I granuli derivati dai rifiuti plastici vengono utilizzati per realizzare sacchetti e imballaggi in polietilene che presentano eccellenti caratteristiche tecniche, simili a quelle dei prodotti realizzati con materie vergini, utilizzabili in diversi contesti industriali (ad eccezione di quello alimentare e biomedicale). 

Sempre nell’ottica di una produzione sempre più sostenibile, Plastisac è alla costante ricerca di nuovi fornitori che offrano polietilene rigenerato post o pre- consumo industriale, un trend che sta prendendo sempre più piede per l'imminente Plastic Tax e l’entrata in vigore del nuovo Regolamento sugli imballaggi. Per poter garantire un'elevata qualità e un’origine sicura del polietilene riciclato, al momento l’azienda sta lavorando con realtà che garantiscano, tramite apposite certificazioni (come la certificazione Plastica seconda vita o UNI EN 15343:2008),  che il loro materiale abbia tale origine.


Plastisac investe inoltre in infrastrutture e processi volti a ridurre l’impatto ambientale e si impegna a favorire un utilizzo più razionale e responsabile delle risorse, utilizzando fonti di energia rinnovabile per ridurre le emissioni dei processi produttivi e migliorando costantemente l’efficienza energetica dei macchinari utilizzati. L’azienda è in grado di monitorare costantemente i consumi legati alla rigranulazione dei propri fornitori tramite la certificazione Carbon Footprint ISO 14067, che permette di calcolare l’impronta di carbonio del ciclo di vita di ogni prodotto realizzato, promuovendo quindi un modello di economia sempre più circolare e rispettosa dell'ambiente. 

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